Champorcher | Monterosa

Champorcher

Ultima modifica 5 giugno 2014 alle 15:32

Champorcher sorge a 1427 metri di altitudine ed è il villaggio che attribuisce il nome alla vallata.

Il centro abitato ha mantenuto tutte le sue antiche peculiarità di origine feudale e sorge attorno al castello dei signori della zona, distrutto nel 1212, di cui oggi è visibile solo una torre merlata. Sulle rovine del castello, verso il 1400, fu costruita la chiesa di San Nicola, all‘interno della quale si trovano preziosi altari in legno riccamente decorati in oro. Vicino alla chiesa vi è un piccolo belvedere panoramico sulle cascate che il torrente Ayasse forma gettandosi nell‘orrido sottostante.

Nel secolo scorso la valle fu meta prediletta del re Vittorio Emanuele II, che a Dondena possedeva la riserva reale di caccia.

A Champorcher è possibile assistere alla lavorazione del tessuto di canapa eseguita a mano mediante un telaio di legno; lenzuola, asciugamani, tovaglie, borse, rifiniti con delicati ricami e orli fatti a mano a cura della Cooperativa ”Lou Dzeut”. Nelle immediate vicinanze della Cooperativa si trova anche l’Ecomuseo della canapa, situato all‘interno di un antico fabbricato nel centro del villaggio di Chardonney.

Tipico di questa località è il pane di segale, confezionato anche in versione arricchita con castagne, cumino e frutta secca, che viene cotto una volta all‘anno, il primo sabato di agosto, nei forni comunitari delle borgate. Consumato fresco ha una fragranza deliziosa, viene poi conservato su apposite rastrelliere in legno dette “ratelë” anche per numerosi mesi. Una volta essiccato il pane è spezzato con un caratteristico attrezzo chiamato “Copapan“.

Da Champorcher la vallata risale fino a Dondena, per aprirsi in una vasta conca dominata dalla Rosa dei Banchi (3164 mt.), che ospita il Lago Miserin. Affacciato sul lago si trova il Santuario di Notre-Dame des Neiges, un antico oratorio divenuto celebre per i miracoli avvenuti durante la festa del 1630. Da allora divenne luogo di pellegrinaggio e assunse la dignità di Santuario.

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